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L'indice UV spiegato — cosa significa ogni livello per la pelle

Cosa misura l'indice UV, i cinque livelli dell'OMS da basso a estremo, perché l'UV raggiunge il picco a mezzogiorno solare e che ruolo hanno nuvole, quota e fototipo.

· 5 min di lettura

L’indice UV è un numero, di solito da 0 a 11 o più, che indica quanto è intensa la radiazione ultravioletta del sole responsabile delle scottature in un certo luogo e momento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo divide in cinque livelli: basso (0–2), moderato (3–5), alto (6–7), molto alto (8–10) ed estremo (11+). L’OMS raccomanda di proteggersi da 3 in su e di usare una protezione extra da 8. Più il numero è alto, meno tempo serve perché la pelle non protetta si scotti.

Cosa misura l’indice UV

La guida dell’OMS sull’indice UV solare globale lo definisce come una misura dell’intensità della radiazione UV sulla superficie terrestre rilevante per gli effetti sulla pelle umana. In pratica è pesato sulle lunghezze d’onda che causano le scottature, non è una semplice misura della luce. Per questo una giornata calda non è per forza una giornata con UV alto: il calore che senti arriva dagli infrarossi, e l’OMS ricorda che l’UV non si sente sulla pelle.

Le previsioni riportano di solito il massimo del giorno, ma l’indice UV cambia di ora in ora. Meteo di Apple, da cui Shade prende i dati, mostra sia il valore attuale sia la previsione oraria.

I cinque livelli e cosa consiglia l’OMS

Indice UV Livello Indicazioni OMS
0–2 Basso In condizioni normali non serve protezione.
3–5 Moderato Serve protezione: cerca l’ombra nelle ore centrali, indossa maglietta e cappello, usa la crema solare.
6–7 Alto Serve protezione: le stesse indicazioni del livello moderato. Il tempo prima della scottatura si accorcia, quindi contano di più.
8–10 Molto alto Protezione extra: evita di stare all’aperto nelle ore centrali, cerca l’ombra; maglietta, crema e cappello sono indispensabili.
11+ Estremo Protezione extra: come per il livello molto alto.

Fonti: domande e risposte dell’OMS sull’indice UV e la guida OMS sull’indice UV solare globale. L’EPA statunitense usa le stesse soglie nella sua scala dell’indice UV e aggiunge dettagli pratici: crema ad ampio spettro SPF 15+, cappello a tesa larga e occhiali da sole da UV 3, crema da rimettere ogni due ore e la regola dell’ombra: se la tua ombra è più corta di te, l’UV è alto.

I messaggi di base dell’OMS valgono per ogni livello in cui serve protezione: limita l’esposizione nelle ore centrali, cerca l’ombra, indossa abiti protettivi, un cappello a tesa larga e occhiali da sole avvolgenti, e usa con generosità una crema ad ampio spettro SPF 15+, riapplicandola.

Perché l’UV raggiunge il picco a mezzogiorno solare

L’UV è più forte quando il sole è più alto, perché i raggi attraversano meno atmosfera. L’OMS spiega che il massimo giornaliero cade nelle quattro ore attorno al mezzogiorno solare, e che il mezzogiorno solare si colloca tra le 12 e le 14 a seconda del luogo e dell’ora legale. La stessa guida stima che circa il 60% dell’UV della giornata arrivi tra le 10 e le 14.

Per questo la stessa mezz’ora all’aperto può valere dosi molto diverse: mezz’ora alle 13 di luglio non equivale a mezz’ora alle 17. Ed è il motivo per cui Shade, durante una sessione, segue la previsione ora per ora invece di usare un unico numero per tutto il pomeriggio.

Cos’altro cambia l’UV che ricevi

Le previsioni dell’indice UV tengono già conto di alcuni di questi fattori. Altri dipendono da dove ti trovi esattamente.

  • Nuvole. Le nuvole leggere bloccano poco. Secondo la guida OMS, fino all’80% dell’UV solare attraversa una copertura nuvolosa leggera, e la foschia può persino aumentare l’esposizione. L’UV è massimo con il cielo sereno, ma un cielo grigio non è un motivo per rinunciare alla protezione.
  • Quota. L’aria più rarefatta assorbe meno UV. L’OMS stima che i livelli UV aumentino dal 10% al 12% ogni 1.000 metri di quota.
  • Riflessione. Alcune superfici ti rimandano addosso l’UV. Secondo l’OMS la neve fresca può rifletterne fino all’80%, la schiuma del mare circa il 25% e la sabbia asciutta circa il 15%. Ecco perché ci si scotta sulle piste da sci a inizio primavera.
  • Acqua. Stare in acqua protegge poco. L’OMS nota che a mezzo metro di profondità l’UV ha ancora circa il 40% dell’intensità in superficie.
  • Latitudine e stagione. Più sei vicino all’equatore e all’estate, più il sole sale e più l’UV è alto.
  • Ombra. Secondo l’OMS l’ombra può ridurre l’UV del 50% o più. La luce riflessa da sabbia o acqua però continua ad arrivarti.

Indice UV e fototipo

L’indice UV è lo stesso per chiunque si trovi nello stesso punto. Cambia invece la risposta della tua pelle. I dermatologi usano la scala di Fitzpatrick, dal fototipo I (si scotta sempre, si abbronza di rado) al fototipo VI (pelle naturalmente nera), e la guida OMS usa la stessa classificazione. L’OMS osserva che oltre il 90% dei tumori della pelle non melanoma si verifica nei fototipi I e II, ed è per questo che i suoi messaggi di base si concentrano sulla pelle chiara. La pelle scura si scotta meno facilmente, ma non è immune ai danni dell’UV, soprattutto agli occhi.

E l’abbronzatura non cambia molto le cose: secondo l’OMS un’abbronzatura scura su pelle chiara protegge più o meno come un SPF 4, e l’idea che “l’abbronzatura protegge dal sole” compare tra i falsi miti.

Dall’indice UV al tempo prima della scottatura

Ogni fototipo ha una dose tipica di UV oltre la quale la pelle comincia ad arrossarsi, la dose eritemale minima. Dividendo quella dose per l’UV che stai ricevendo ottieni una stima di quanto manca prima che la pelle si scotti. È l’idea alla base del tempo stimato prima della scottatura di Shade, e puoi provare lo stesso calcolo con il nostro calcolatore.

Conviene essere onesti sui limiti. La guida OMS avverte che i tempi di scottatura possono essere fraintesi come un via libera a restare al sole senza protezione, e ricorda che i danni da UV si sommano nell’arco della giornata e degli anni, anche senza scottature. Shade tratta il tempo prima della scottatura come una stima con un margine sotto la soglia, conta la crema solare in modo prudente perché se ne mette quasi sempre meno del dovuto e non lo presenta mai come una quantità di sole senza rischi. Usalo per decidere quando coprirti o rientrare, non come un traguardo da raggiungere.

Come usarlo ogni giorno

  • Prima di uscire controlla l’indice UV, non solo la temperatura.
  • Da UV 3 metti in conto ombra, vestiti, cappello, occhiali e crema solare.
  • Da UV 8 evita, quando puoi, di stare all’aperto nelle ore centrali.
  • Ricorda che riflessi, quota e nuvole leggere possono portarti sopra la previsione.
  • Se vuoi avere il numero sotto gli occhi senza aprire un’app, un widget o una complicazione su Apple Watch aiutano. Scopri come lo mostra Shade nella pagina sulla funzione indice UV, oppure confronta le alternative tra le migliori app per l’indice UV su iPhone.

Domande frequenti

Da quale indice UV serve protezione?

L'OMS raccomanda di proteggersi quando l'indice UV è 3 o più. Da 8 in su consiglia una protezione extra, evitando di stare all'aperto nelle ore centrali.

A che ora l'indice UV è più alto?

Attorno al mezzogiorno solare. Secondo l'OMS il massimo giornaliero cade nelle quattro ore attorno al mezzogiorno solare, che si trova tra le 12 e le 14 a seconda del luogo e dell'ora legale.

Ci si può scottare con il cielo nuvoloso?

Sì. La guida OMS sull'indice UV spiega che fino all'80% dell'UV solare attraversa una copertura nuvolosa leggera, quindi un cielo grigio non significa un indice UV basso.

L'indice UV mi dice quanto posso stare al sole?

Da solo no. Lo stesso indice UV ha effetti molto diversi su una pelle chiara e su una scura. Un'app come Shade combina indice UV, fototipo e crema solare per stimare il tempo prima della scottatura, ma resta una stima, non un traguardo da raggiungere.

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